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Novità Librarie
Mario la Cava
Collana: Dal cerchio al centro
Oserei chiamare questa collana come territorio del desiderio, finalmente realizzato.
Un viaggio, insomma, peraltro sollecitato ed atteso, dal 17x24 formato rivista ("Periferia") al 12x19 formato libro (Edizioni PERIFERIA).
Una raccolta di pagine scritte dalle intelligenze piú stimate della nostra regione, già apparse sulla
rivista, perciò necessariamente con una destinazione selettiva, com‘è per tutte le riviste più serie e
marcatamente scientifiche, ora vengono distribuite a beneficio dei lettori d‘ogni parte d‘Italia.
Un ulteriore e più incisivo tentativo di Unità nell‘anniversario dei 150 anni che vorrebbero essere
finalmente "nostri".
"Dal cerchio al centro", insomma, per espandere idee, proposte, creatività, solo territorialmente
periferiche, che chiedono legittimi e ulteriori incontri e confronti.
Inaugura la collana Mario La Cava, la mia prima amicizia letteraria di Calabria. ( Pasquale Falco )
La cultura è un investimento del pensiero,
che si protende dal passato al presente,
per poi diventare futuro.
Come la concentricità dei gorghi d‘acqua
si estende da un piccolo cerchio in tanti
altri sempre più larghi, analogamente,
gli articoli, che sono stati pubblicati nel
corso del tempo sulla rivista"Periferia",
saranno selezionati, rivalutati, arricchiti,
ripresentati insieme in un‘altra veste,
diventando una collana di opere edite,
per approdare, così, ad un punto centrale
di dibattito criticamente omogeneo. (
Mario De Bonis
)
Saverio Montalto
“Per me Saverio Montalto è superiore a Francesco Perri ed a tanti scrittori calabresi, ma purtroppo ancora è sconosciuto al vasto pubblico” . Saverio Strati Intervista a Pasquale Falco (sta in Ritratti calabresi, Edizioni Periferia, Cosenza, 1986). “Matrimonio clandestino ci presenta l’infezione mafiosa in uno stato avanzato, ancor prima della Famiglia Montalbano, finita di scrivere nel manicomio criminale di Aversa nel 1945. La mafia di Montalto ammorba tutta la comunità, divora le poche risorse disponibili nei paesi, sfrutta i deboli, vezzeggia i potenti, e sembra trovare il proprio fondamento antropologico nella malvagità dell’animo umano” . Bruno Chinè (dall’ Introduzione)
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In concomitanza della celebrazione dei 150 anni dell‘Unitá d‘Italia e della nuova visione del federalismo, si avverte l‘esigenza di un accurato riesame del passato e del presente nel nostro Paese.
Una realtá "anomala", di "disturbo", era esplosa, dopo il Risorgimento: il brigantaggio.
Esso si era manifestato in modo drammatico, tanto da richiedere lo spiegamento di forze militari che causarono piú vittime rispetto a quelle delle guerre di Indipendenza e aveva ulteriormente allontanato le "due" Italie, mettendo in dubbio, dall'una e dall'altra parte, ovviamente con motivazioni diverse, l'importanza di essere finalmente "Nazione".
E quando le problematiche non vengono risolte, ma represse, si ripresentano, nel tempo, sotto altra veste, ma non per questo con minore intensità.
Il materiale di questo libro puó aiutare a dare una personale risposta alle tante motivazioni possibili nell'interpretare disagi sociali, culturali, economici, politici, emergenti nel fluire del tempo.
"Fatta l‘Italia, bisogna ancora fare gli Italiani?"
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